Come funzionano le elezioni europee

Ogni cinque anni i cittadini dei Paesi facenti parte dell’Unione Europea sono chiamati a votare per eleggere i rappresentanti del Parlamento Europeo. Possono votare tutti i cittadini che hanno compiuto il diciottesimo anno di età.

Il sistema di assegnazione dei seggi è di tipo “proporzionale degressivo”, avviene cioè in base al numero degli abitanti residenti in ogni Paese. Maggiore sarà il numero degli abitanti, maggiori saranno i seggi assegnati. La parte “degressiva” del sistema premia e tutela le Nazioni più piccole, in quanto a queste viene assegnato un numero di seggi superiore a quello calcolato con il proporzionale.

Per via delle diverse necessità di ogni Paese membro, le elezioni vengono generalmente spalmate in un arco di tempo di quattro giorni. Ogni Paese ha alcune libertà nello stabilire criteri minori sulle modalità di elezione, come ad esempio la suddivisione in circoscrizioni, che può essere a base regionale, provinciale, o non esserci affatto.

L’Italia ad esempio prevede la suddivisione del collegio elettorale in cinque circoscrizioni:

  • della prima fanno parte Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia;
  • nella seconda abbiamo Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia-Giulia e Trentino Alto Adige;
  • afferiscono alla terza Toscana, Umbria, Lazio e Marche;
  • alla quarta Abruzzo, Molise, Puglia, Campania, Basilicata e Calabria;
  • la quinta raccoglie le preferenze dell’Italia insulare, ovvero quelle prodotte in Sicilia e Sardegna.

All’Italia toccano 73 seggi, e questi vengono a loro volta ripartiti fra le varie circoscrizioni su base proporzionale in relazione al numero di residenti.

In Parlamento non va la lista ma il candidato (che chiaramente rappresenterà una lista o un partito), quindi l’elettore è chiamato ad esprimere la preferenza per una persona anziché che un più generico partito.

Tuttavia, va precisato che il candidato può essere eletto solo se il suo partito supera a livello nazionale il 4% del totale delle preferenze. Ad esempio, se il candidato Paolo Rossi ottiene 200.000 preferenze ma il suo partito arriva al 3,9% non andrà a sedere a Bruxelles, mentre ne avrà diritto il candidato che otterrà – ad esempio – 190.000 preferenze, ma il cui partito avrà ottenuto il 4,1% di voti su scala nazionale.