Guida al voto: come si vota

I cittadini italiani sono regolarmente chiamati ad esercitare il diritto-dovere di voto per eleggere i rappresentanti politici nei vari consessi previsti dall’ordinamento giuridico. Nello specifico, a meno di particolari restrizioni, ogni cittadino voterà a cadenza quinquennale per eleggere il Sindaco della propria città, il Consiglio Regionale della regione in cui risiede, il Governo ed i rappresentanti italiani presso il Parlamento Europeo.

Ognuna di queste quattro elezioni può prevedere modalità di voto lievemente differenti, ma esistono dei fattori comuni a tutte che devono essere rispettati affinché si abbia la possibilità di accedere alle urne e affinché il proprio voto sia valido.

Può votare qualsiasi persona avente cittadinanza italiana che abbia compiuto il 18esimo anno di età. Quando ci si presenta all’urna, bisogna mostrare agli scrutatori la propria tessera elettorale – rilasciata dal Comune di residenza – e un documento di riconoscimento valido.

All’elettore viene consegnata una matita copiativa, con la quale dovrà tracciare un segno (ad esempio una croce) all’interno della casella in cui è rappresentato il simbolo del partito o della coalizione che preferisce votare. Il segno non deve lasciare spazio ad interpretazioni altrimenti la scheda può essere contestata o annullata. I segni lasciati dalle matite copiative non possono essere cancellati in alcun modo, e vengono preferite alle penne perché queste ultime potrebbero lasciare solchi in altorilievo riconoscibili dall’esterno.

Una volta espressa la preferenza, l’elettore dovrà piegare la scheda e inserirla nell’urna, riconsegnando la matita e avendo indietro tessera elettorale e documento.

In alcuni casi, all’elettore viene concessa la possibilità di esprimere una preferenza: dovrà quindi indicare il candidato prescelto scrivendone il cognome (e se sono presenti più candidati con lo stesso cognome, anche il nome) in un apposito riquadro posto a fianco della casella con il simbolo del partito da barrare. Quando è previsto il voto disgiunto, l’elettore può scegliere di votare per un partito pur indicando come preferenza il candidato di un altro partito.

In caso di Referendum, l’elettore è generalmente chiamato ad accettare o rifiutare una proposta di legge o una modifica costituzionale discussa in Parlamento votando Sì o No.

Possono eleggere i senatori solo i cittadini che hanno compiuto 25 anni.