Liste elettorali italiane

Quale che sia l’elezione per cui si è chiamati a votare, l’insieme delle persone che – generalmente iscritte ad un partito – si candidano per essere elette in un determinato consesso, prende il nome di lista elettorale.

Il concetto di lista elettorale è ben comprensibile a livello di elezioni comunali, in cui può capitare che si presentino liste facenti capo ad un partito operante a livello nazionale, contrapposte ad assembramenti di candidati che scelgono di non rappresentare alcun partito o movimento, scegliendo quindi un logo ed uno slogan ex-novo, ideati ad hoc per quella specifica tornata elettorale. Le liste elettorali appartenenti a questa seconda categoria vengono definite liste civiche, e sarà tanto più probabile incontrarne una quanto più piccolo sarà il comune preso in indagine.

A livello nazionale, le liste elettorali corrispondono in linea generale con i partiti noti e già radicati sul territorio nazionale, partiti che possono anche unirsi in coalizioni o cartelli a supporto di un unico candidato Presidente. Un esempio di lista elettorale italiana in senso stretto è stato quello di Rivoluzione Civile, presentatasi alle elezioni politiche del 2013 come coalizione fra partiti di sinistra e centro-sinistra.

Ma se consideriamo il significato di “lista elettorale” in senso più ampio, ovvero quello di insieme di candidati che concorrono per un’elezione sotto uno stesso simbolo, possiamo attribuire questa etichetta anche ai maggiori partiti italiani attualmente operanti in politica.

Citeremo allora per il centro-destra Forza Italia di Silvio Berlusconi, a cui sono ideologicamente “affini” partiti come Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, Alternativa Popolare di Angelino Alfano e la Lega Nord di Matteo Salvini.

Capofila delle liste di centro-sinistra è invece il Partito Democratico con l’attuale segretario Matteo Renzi, dal quale negli ultimi anni si sono distaccate altre liste di vocazione più radicale, come Possibile di Pippo Civati, Sinistra Italiana con segretario Nicola Frantoianni, i Democratici e Progressisti e, infine, Campo Progressista fondato da Pisapia.

Autodefinitosi come “né di destra né di sinistra”, dallo spirito indipendente e dai toni populisti è infine il MoVimento 5 stelle, fondato dal comico Beppe Grillo nel 2009 e lista fra le più esuberanti nella minoranza di Governo.