Sondaggi elezioni: sono attendibili?

Come in ogni sceneggiatura che si rispetti, anche le elezioni acquistano quel quid in più quando c’è un colpo di scena o una previsione inattesa. I sondaggi elettorali servono in linea teorica ad abbassare il livello di suspance in favore di proiezioni attendibili sul risultato finale.

Ma sono davvero affidabili? La storia dei sondaggi non è esente da casi in cui tutte le previsioni sono state rispettate, così come ci sono state delle circostanze in cui le agenzie di statistica hanno sbagliato clamorosamente.

La prima agenzia di ricerca statistiche italiana è stata probabilmente la Doxa, creata nel 1946 appositamente per raccogliere opinioni in occasione del Referendum che vide trionfare la Repubblica sulla Monarchia. L’idea, come è immaginabile, era stata presa in prestito dagli Stati Uniti, terra in cui il sondaggio pre-elettorale godeva già allora di una forte considerazione da parte di media e politici.

Le sorti dei sondaggisti negli USA vanno ciclicamente in contro a fortune alterne: nel 1936 l’American Institute of Public Opinion indovinò l’inaspettata vittoria di Roosevelt, mentre dieci anni più tardi topperà nel dare Thomas Dewey vincente sullo sfavorito Henry Thruman.

Da allora l’abilità dei sondaggisti si è andata sempre più affinando, prendendo in considerazione fattori che oltre mezzo secolo fa non sembravano rivestire un ruolo rilevante come ad esempio la posizione degli elettori indecisi, la loro provenienza geografica, il senso di appartenenza comunitaria e religiosa.

In Italia chi ha saputo trarre il massimo beneficio dalle inchieste sull’opinione pubblica è stato sicuramente Silvio Berlusconi, che nel 1993 fonda la sua personalissima agenzia di sondaggi (Diakron) per capire meglio gli umori degli elettori e – se possibile – influenzarli. Non sempre l’operazione ha dato i frutti sperati, com’è evidente dal fatto che Berlusconi non è riuscito a vincere tutte le elezioni per cui si è candidato.

La capacità predittiva dei sondaggisti è stata ulteriormente messa in discussione in due occasioni recenti, ovvero quando si dava per scontata la vittoria del No alla Brexit o quella di Hillary Clinton alla corsa presidenziale U.S.A.

Il sondaggio è quindi uno strumento potente e spesso utile, ma che va utilizzato con tutte le cautele del caso.